Nel magico mondo di JCB

JCB

Testo di Silvano Lova


L’Inghilterra, a febbraio, non è certo famosa per il clima ridente e mite, ma la visita agli stabilimenti dei motori e al quartier generale di JCB a Rochester per la presentazione dei nuovi prodotti 2017 vale sicuramente un po’ di dolorini alle ossa dovuti all’umidità che lì regna sovrana.
Anche quest’anno, come goWEM! abbiamo partecipato all’evento stampa della Casa inglese, evento che, come vedrete, è stato particolarmente interessante soprattutto nel segmento del sollevamento, segmento nel quale JCB ha calato un asso davvero importante, dimostrando una volta ancora di essere un protagonista fuori dal coro.

Data la quantità di aggiornamenti di prodotto presentati, abbiamo deciso di dedicare due articoli alle novità JCB, il primo, quello che leggerete qui, che raccoglie tutte le nuove uscite nel segmento motori e movimento terra, il secondo, che troverete cliccando questo link, riservato al sollevamento.

Ed è nel sollevamento che le novità sono quelle più eclatanti, ma, comunque, anche lo sforzo del produttore inglese nel segmento construction è stato davvero interessante, a partire da una serie importante di aggiornamenti, senza dimenticare un motore tutto nuovo, ovviamente completamente sviluppato e prodotto in JCB (che di motori diesel ne sa qualcosa, dato che detiene ancora oggi il primato mondiale di velocità di un veicolo spinto da motorizzazione diesel).

Cominciamo proprio da qui, dai motori, presentandovi il nuovissimo JCB 430 Dieselmax.



Cuore JCB

Il JCB 430 Dieselmax è il risultato (dobbiamo dire molto ben riuscito) di un investimento in ricerca e sviluppo che vale quasi 36 milioni di euro. L’obiettivo era quello di sviluppare un motore che si affiancasse ai modelli JCB da 4,4 - 4,8 - 7,2 litri, nella classe dei 3 litri.

Ovviamente il nuovo motore doveva rispettare le norme antinquinamento Stage IV e doveva garantire ai clienti finali importanti vantaggi in fatto di riduzione dei consumi di carburante. Detto fatto: il nuovo JCB 430 Dieselmax è un diesel a quattro cilindri da 3 litri che assicura consumi di carburante più bassi dell’8% rispetto al 4,4 Ecomax (che già era bello risparmioso); non solo il nuovo motore è anche il 30% più leggero del 4,4 litri, pur potendo contare su un solidissimo basamento in ghisa con trasmissione montata posteriormente.

Leggero e potente, quindi perfetto per le applicazioni su macchine di dimensione media e nel segmento della generazione d’energia, il JCB 430 Dieselmax non solo ha una potenza di 55 kW (arriveranno altri settaggi in seguito), ma anche una coppia a 1.300 giri che raggiunge il notevole valore di 400 Nm. Bassi anche i costi di manutenzione, dato che, per soddisfare i requisiti Stage IV, non ha bisogno del filtro anti particolato e neanche dell’SCR (riduzione catalitica selettiva).

Altra innovazione importante: per la prima volta su un motore JCB vengono montati i regolatori automatici delle valvole, eliminando completamente le operazioni periodiche di registrazione, con conseguente abbattimento dei costi di manutenzione e aumento corrispettivo della redditività delle macchine sul campo.

Apprezzabile anche il sistema di misurazione della portata in massa dell’aria integrato nel motore che permette di gestire in ogni istante la corretta quantità di carburante, senza richiedere lunghe e fastidiose operazioni di messa a punto al momento della configurazione della macchina.



Regalini per la cocca di Casa

Oltre ai motori JCB ha presentato numerosi aggiornamenti sulle macchine in gamma, a partire dall’orgoglio della Casa Inglese, la terna; diverse le novità in questo segmento tipologico, prima fra tutte la versione ad alta portata della 3CX Compact. In JCB, infatti, hanno presentato una versione dell’agile 3CX con circuito idraulico anteriore ad alta portata, proprio per consentire l’impiego con efficienza di una serie di attrezzature che richiedono flussi d’olio ingenti.

Il nuovo circuito installato su questa versione della 3CX Compact ha una portata d’olio di 120 litri al minuto, con una pressione di 200 bar, sufficienti per gestire piccole frese d’asfalto e scavatrincee, in modo da garantire a chi la usa una versatilità ancora più spinta. Come opzione il circuito potrà essere fornito in abbinata a una leva di comando multifunzione con interruttori basculanti proporzionali e relativi pulsanti di attivazione.

Gli ingegneri JCB hanno approfittato della presentazione della nuova versione per apportare sulla 3CX una serie di piccole migliorie, come la possibilità di montare un secondo scalino di accesso opzionale o di aggiungere il sistema Powerslide per traslare da un lato all’altro il supporto del braccio della terna senza il rischio di danneggiare il suolo.

A Rochester, sempre parlando di terne (o di macchine che dalle terne derivano), c’era poi la nuova JCB Pilingmaster pensata per realizzare palificazioni di media dimensione; la Pilingmaster ha un peso operativo di 12 tonnellate ed è in grado di gestire un diametro massimo di trivellazione di 600 mm, fino a 14 metri di profondità. La Pilingmaster è derivata dal telaio della terna più grande che JCB ha in produzione (quattro ruote sterzanti e motrici) ed è in grado di garantire produzioni di 150 metri lineari sulle otto ore. Dato che in sostanza la Pilingmaster mantiene l’agilità operativa tipica di una terna, i tempi (e quindi i costi) di allestimento del cantiere si riducono moltissimo (rispetto a un modello cingolato classico) con conseguente impatto positivo sulle redditività aziendali delle imprese specializzate di questo settore (la Pilingmaster ha un’altezza di trasporto di meno di 4 metri e quindi si sposta da un cantiere all’altro in autonomia, senza il bisogno di allestire trasporti speciali).



Ed ecco una delle due pale gommate medie aggiornate e riviste: la 417

Ed ecco una delle due pale gommate medie aggiornate e riviste: la 417

Pale: piccole, grandi e telescopiche!

Diverse novità ci sono poi nel segmento delle pale gommate; andiamo con ordine e cominciamo con la più piccola, per peso operativo. JCB ha presentato la sua nuova pala gommata compatta 403, motorizzata Kubota, un motore a quattro cilindri da 26 kW con coppia erogata di 92 Nm. Com’è facile immaginare la nuova “paletta” di JCB dà il meglio di se nei cantieri dove lo spazio è davvero poco, ma, grazie anche a un’efficiente e completamente rivista trasmissione idrostatica, è anche molto veloce (due velocità massime possibili 20 o 30 km orari).

La 403 è una pala a telaio articolato con peso operativo di 2,5 tonnellate ed ha un’altezza inferiore ai 2,2 metri e una larghezza davvero molto ridotta, solo 1,1 metri. Piccola non vuol dire senza risorse; colpiscono gli assali ZF con differenziale aperto o, come optional, la possibilità di avere i bloccaggi del differenziale sia sull’assale anteriore sia sul posteriore (ottima mobilità anche su terreni sconnessi). Due le tipologie di braccio disponibili: standard per un’altezza di carico di 2.6 metri, con braccio esteso per arrivare fino a 2,8 metri. La cabina, infine, piuttosto spaziosa (in relazione alle dimensioni complessive della pala) e molto ben organizzata, è ROPS/FOPS; l’abitacolo è accessibile da un’ampia porta, con comodi gradini.

Accanto alla 403, JCB ha presentato la versione aggiornata di due delle sue sorelle più grandi, le pale gommate 411 e 417. Si tratta di due modelli della gamma intermedia di pale che sono stati rivisti con l’implementazione di molte delle soluzioni tecnologiche che JCB ha già sperimentato sulla gamma alta (come la 457).

Tra le implementazioni più evidenti spicca l’introduzione anche sulle due pale medie della cabina Commandplus che migliora di molto lo spazio di lavoro a disposizione dell’operatore. Incrementata anche la visibilità e potenziato il sistema di disappannamento vetri che ora agisce molto più velocemente. Al momento dell’acquisto si può scegliere tra la cabina standard che comprende il piantone dello sterzo regolabile e il sedile a sospensioni pneumatiche e la versione più accessoriata, con un sedile di tipo Premium e un doppio oscurante a rullo.

La pale montano anche una nuova motorizzazione, un JCB Ecomax da 81 kW per la 411 e un più potente Ecomax da 93 kW per la 417. Entrambe motorizzazioni sono in regola con lo Stage IV senza la necessità di montare il DOC o il DPF. I due modelli, infine, sono dotati di trasmissione Powershift a quattro marce che consente una velocità massima di 40 km orari.

Infine JCB ha presentato la nuova TM320, una pala telescopica che abbina le caratteristiche delle pale gommate con quelle dei sollevatori telescopici. La TM320 monta un motore  da 4,4 litri Ecomax Stage IV (93 kW di potenza erogata) e garantisce prestazioni davvero interessanti in fatto di capacità di sollevamento e altezza di scarico; la prima arriva a 3.200 kg (ovviamente alla massima altezza), mentre la seconda raggiunge i 5,2 metri. Buona anche capacità al massimo sbraccio: 1.750 kg a una distanza di 2,95 metri dalle ruote anteriori non sono per niente male.


Inglesi con il cuore a stella

L’appuntamento di presentazione dei nuovi prodotti, quest’anno è stato anche l’occasione per presentare le nuove motorizzazioni che JCB monta sui suoi escavatori cingolati core. Facciamo riferimento ai modelli JS300, JS330 e JS370. Sotto il cofano di queste tre macchine ora pulsa un motore tedesco, precisamente un MTU a sei cilindri 6R1000 (senza DPF), in regola con le normative Stage IV.

Il nuovo motore è un 7,7 litri bello tosto, ma anche risparmioso, dato che garantisce un efficienza sui consumi del diesel, rispetto alla motorizzazione che sostituisce, che arriva al 10% sul JS370, ma che comunque si attesta su un interessante 5% anche sul JS300 e sul JS330. Il tutto senza concedere nulla in fatto di potenze disponibili: 180 kW sul JS300, 210 kW per il JS330 e il JS370.

Gradita sorpresa anche dal punto di vista dei costi operativi, dato che i filtri carburante passano da tre a due, mentre è stato anche migliorato il filtro dell’aria, elemento che ora, utilizzando la tecnologia delle nanofibre, è tre volte più efficiente (e anche molto più robusto) rispetto al filtro a pieghe che gli escavatori montavano nella release precedente.

JCB ha anche ripensato l’accesso al motore: ora il tettuccio di accesso è monoblocco. Rivisto e migliorato anche l’accesso al torretta, con nuovi gradino meglio disposti e corrimani dove serve.

Un accenno prima di chiudere ci pare doveroso per i nuovi attacchi rapidi presentati da JCB: sono due e sono stati messi a punto specificatamente per la gamma media degli escavatori cingolati JS. Più precisamente sono stati progettati per escavatori da 13-14 tonnellate e da 20-22 tonnellate. I due nuovi attacchi rapidi sono dotati di un sistema di bloccaggio positivo in cui il blocco di sicurezza anteriore viene forzato nella posizione predefinita da una molla che mantiene e blocca il perno dell’attrezzatura.

In più la tecnologia a centro variabile del perno consente l'utilizzo degli attacchi per una vasta gamma di attrezzature. La progettazione aperta evita l'accumulo di materiale, inoltre non sono presenti punti di ingrassaggio, per una riduzione delle attività di manutenzione ordinaria e un incremento della produttività. Sull'estremità dell'attacco è inoltre presente un occhiello di sollevamento per applicazioni pesanti, dotato di certificazione CE.


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