Asfalto: una questione di organizzazione

Atlas Copco

Testo di Silvano Lova


Le coclee sono regolabili in maniera indipendente fra loro, fino a  un valore massimo di 25 cm

Le coclee sono regolabili in maniera indipendente fra loro, fino a un valore massimo di 25 cm

20 dicembre, quasi tempo di vacanze o quanto meno di prenderla più alla leggera. L’aria di Natale si fa sentire e tutti tendono a pensare ai regali e ai prossimi cenoni? Proprio tutti? Dopo aver visitato il cantiere di Endiasfalti sul raccordo autostradale Firenze-Siena diremmo proprio di no.

Il cantiere è in frenetica attività (guarda il nostro video sulla lavorazione in corso) e le produzioni sono da primato, tanto da dover impiegare ben 26 camion per l’alimentazione del treno di asfaltatura che si sta occupando, al momento della nostra visita, della stesura del binder sull’intera larghezza della sede stradale (poi sarà il turno dell’asfalto drenante a base basaltica).

Accompagnati da Fabio Guarino (guarda l'intervista completa a questo link), titolare assieme al fratello e al cugino (entrambi si chiamano Vincenzo) della Endiasfalti (guarda qui l’intervista completa sulla storia della loro azienda), seguiamo in diretta la stesura di un tratto di circa un chilometro, dalla progressiva 48 e 700, che fa parte di una serie di tratte oggetto di una gara di rifacimento pavimentazioni (circa 30.000 metri quadrati nel complesso), indetta da Anas, che l’azienda ha vinto con un ribasso (ben ponderato) del 40%.

Dicevamo ben ponderato, come ci conferma anche Guarino che tende a sottolineare come gli impianti di produzione di proprietà della Endiasfalti consentano di poter garantire offerte di gara competitive, senza fare sconti in fatto di qualità del manto posato e garantendo comunque un corretto utile aziendale.

E che in Endiasfalti sappiano fare bene i conti lo si vede anche dalla quantità e dalla qualità dei mezzi impiegati; oltre ai 26 camion (per la verità alcuni sono anche a noleggio per sopperire al picco di lavoro), il treno di asfaltatura è tutto made in Atlas Copco ed è composto da un alimentatore cingolato Dynapac MF2500CS, da una finitrice cingolata SD2500 CS con banco di stesa da otto metri e da due rulli, il tandem CC624HF e il tuttogomma CP274. Tutte macchine quasi nuove di zecca (e bisogna essere davvero bravi nella gestione con i tempi che corrono, per poter acquistare mezzi di questo genere).

Preliminarmente alla stesa, la Endiasfalti ha realizzato la fresatura del manto preesistente sulla sola corsia di marcia per una profondità media di 11 cm, seguita da un riciclaggio a freddo per uno spessore di 25 cm, eseguito con emulsione modificata.

A questa segue una stesa di binder modificato soft per uno spessore di 6 centimetri, in questo caso su tutta la sede stradale, sulla quale viene posato uno strato di drenante basaltico di cinque centimetri di spessore.

L’intero intervento doveva essere eseguito nel minor tempo possibile, per non impattare sulla viabilità locale; per questo, e per non rischiare di avere tempi morti durante le lavorazioni (oltrechè per migliorare l’omogeneità della stesa stessa), Endiasfalti ha deciso di inserire nel treno di pavimentazione dedicato al binder anche il convogliatore, scegliendo un Dynapac MF2500CS. Vediamo in dettaglio le caratteristiche della macchina, che Endiasfalti ha acquistato da Atlas Copco.



Primo: convogliare

Il convogliatore, com’è evidente dalla lunga colonna di bilici pieni di binder, svolge un ruolo chiave nell’economia del cantiere; il Dynapac MF2500CS consente di scaricare un camion in circa 35 secondi e garantisce il “polmone” necessario alla finitrice cingolata che può continuare la stesa in maniera omogenea anche in caso di rallentamenti nel flusso dei bilici (che deve essere anche gestito con oculatezza in relazione alle condizioni di traffico locale).

Per poter gestire un tale apporto di materiale, la tramoggia deve essere bella tosta: quella sul Dynapac MF2500CS può portare fino a 12 tonnellate (circa 6 metri cubi) e garantisce, a pieno regime, una capacità di alimentazione teorica di circa 4.000 tonnellate/ora. Non solo la bassa soglia di carico consente di alimentare l’MF2500CS con una gamma di camion davvero vasta.

Alimentato da un motore Cummins da 6,7 litri in regola con le normative Stage IIIB,  l’MF2500CS può contare su una potenza di 170 kW per una velocità di pavimentazione di 25 metri al minuto. Particolarmente interessanti anche le dimensioni di trasporto e in particolare la larghezza, 2.550 mm, che lo rendono particolarmente versatile, non richiedendo l'organizzazione di trasporti eccezionali per il suo spostamento.

Capitolo  nastro trasportatore: largo 1.200 mm consente di avere un flusso di materiale davvero importante (l’MF2500CS può anche alimentare due finitrici contemporaneamente).

Infine la visibilità operativa: da primi della classe ci sentiamo di dire: l'operatore sull'MF2500CS ha il contatto visuale diretto sia con l'operatore sul camion sia con quello sulla finitrice, oltrechè ovviamente sulla tramoggia e sui cantiere, anche in prossimità dei cingoli. Se ciò non bastasse sono disponibili, come optional, le telecamere anteriore e posteriore e quella della camera di alimentazione. Perfetto per i maniaci del controllo (e della sicurezza) insomma!



Secondo: pavimentare

Per la stesura del binder basaltico e per il successivo strato di drenante, Endiasfalti ha optato, come accennavamo, per una finitrice SD2500 CS con banco di stesa TVH da 8.000 mm (per realizzare in una sola passata l’intera sede stradale).

La SD2500 CS ha una tramoggia da 6 metri cubi, larga all’interno 3.292 mm; alimentata anch’essa da un motore Cummins, in questo caso da da 194 KW, disponibile anche nella versione Stage IV. Con un velocità di pavimentazione che  può arrivare a 28 metri al minuto, la SD2500 CS può gestire larghezze di pavimentazione comprese fra 2.000 mm e 10.000 mm, con una larghezza base di stesa di 2.550 mm e una capacità di stesa teorica che può arrivare a 800 tonnellate all’ora.

Atlas Copco ha lavorato davvero molto su questo modello per ottimizzare l’alimentazione basata su un sistema a doppia barra con due nastri trasportatori da 655 mm che sono installati nel tunnel di alimentazione più largo tra quelli disponibili sul mercato. Molto efficiente anche il sistema di alimentazione a doppia coclea (sinistra e destra), entrambe mosse da una blocco ingranaggi molto compatto, in grado di gestire diametri di coclea compresi fra 380 mm (standard) e 500 mm. L’altezza delle coclee può essere regolata idraulicamente fino a 250 mm per gestire differenti spessori di pavimentazione.

Particolarmente apprezzate da Endiasfalti alcune chicche tecniche che Atlas ha inserito sulla sua SD2500 CS come, ad esempio, la manovella (poisizionata accanto al quadro comandi, un vantaggio questo per l’ingombro della macchina) che regola la bandella e permette di inclinarla, alzandola e a abbassandola con un solo movimento. Altrettanto sottolineata, infine, la visibilità operativa, sinonimo di efficienza, ma anche (e soprattutto) di sicurezza in cantiere.



Ed ecco il risultato delle fatiche di Endiasfalti, un binder davvero di notevole qualità!

Ed ecco il risultato delle fatiche di Endiasfalti, un binder davvero di notevole qualità!

Terzo: compattare, due volte

A finire la stesa ci pensa un duo davvero di primedonne: Endiasfalti ha portato sulla Firenze-Siena un tandem CC624HF e il tuttogomma CP274. L’abbinata è di quelle vincenti: la notevole larghezza di compattazione del CC624HF (sinonimo di produttività) trova nel passaggio del gommato un partner che consente di incrementare drasticamente la qualità di compattazione (addensamento del 98%) del materiale steso e, di conseguenza, aumentare la vita utile del manto stradale.

Dicevamo della larghezza di compattazione del CC624HF: il tamburo è largo ben 2.130 mm e gestisce una forza centrifuga settabile fra 109 kN e 59 kN, con ampiezze nominali di 0,8 mm e 0,2 mm e un carico statico lineare di 28,2 kg/cm. Il CC624HFha un peso di esercizio di 12 tonnellate ed è spinto da un motore Cummins Stage IIIB da 119 kW.

Dopo il ferro, la gomma; ormai in quasi tutti i cantieri appaltati da Anas, l’impiego del gommato è diventato una consuetudine non scritta; come dicevamo la qualità di compattazione ne guadagna, anche perché è possibile gestire con molta più attenzione la compattazione, anche su aree differenziate. Il CP274 monta nove ruote a pettine e ha una larghezza operativa che arriva a 2.300 mm (con una sovrapposizione dei pneumatici di 42 mm), con un peso di esercizio di 27 tonnellate nella versione con zavorraggio massimo. La possibilità di variare la zavorra, nonché la pressione delle gomme (da 250 kPA a 850 kPA) conferiscono al CP274 una versatilità operativa e una qualità di finitura impossibili da raggiungere con altri sistemi di compattazione. Qualità che, ovviamente, Endiasfalti conosce e sfrutta alla perfezione.



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