Un punto di (ri)partenza?


Testo di Ernesto Milazzo


Il mondo della meccanizzazione (o buona parte di esso) si è ritrovato a Verona lo scorso 28 novembre 2016 in occasione del secondo Samoter Day; l’evento, organizzato da Veronafiere, è stato l’occasione per fare il punto sullo stato di salute a livello mondiale del segmento, ma anche per “tastare il polso” di Samoter che sta, ormai, scaldando i motori in vista dell’appuntamento fieristico del 2017 che dovrebbe essere quello del rilancio ufficiale, dopo i risultati deludenti ottenuti nell’ultima edizione, quella del 2014.

Da quello che filtra dalla “segrete stanze” degli organizzatori si prospetta una edizione in decisa crescita rispetto a quella scorsa, con molte più presenze a livello di espositori e con un ventaglio tipologico molto più variegato anche grazie all’organizzazione contemporanea di Traspotec e di Asphaltica. Quest’ultima scelta, portata avanti da Veronafiere in collaborazione con Fiera di Milano (proprietaria di Traspotec) va sicuramente nella direzione giusta: ormai i visitatori non hanno più il tempo di visitare numerose fiere e privilegiano esclusivamente i saloni maggiori. Data (per ora) per persa la sfida con Bauma, Samoter, assieme a Transpotec e Asphaltica, rappresenta un polo attrattivo sufficientemente robusto per poter pensare di ritagliarsi un ruolo significativo nel proprio segmento operativo.

Dicevamo che il Samoter Day è stata l’occasione di presentare i dati dell’andamento del mercato delle costruzioni a livello mondiale; prima però consentiteci di spendere una parola per lo staff che ha organizzato l’edizione 2017 di Samoter; abbiamo trovato un gruppo di persone giovani, agguerrite e motivate che hanno saputo con intelligenza e discrezione ricostruire un rapporto di reciproca collaborazione con le aziende del settore. Compito non semplice dato che partivano da un cumulo di rovine che nemmeno Sarajevo…



Un mondo che (con fatica) costruisce

I numeri dunque; il rapporto presentato da Prometeia (società scelta da VeronaFiere per l’analisi) sul mercato mondiale delle costruzioni, fotografa per il 2016 una situazione di sostanziale calma piatta. Il mercato si dovrebbe attestare su un leggerissimo calo (-0,4%) nel numero di macchine vendute che dovrebbe arrivare a circa 625.700 unità.

L’andamento tra l’altro riflette anche un miglioramento nell’ultimo trimestre, dato che nei primi 9 mesi il calo era stato più consistente, con una perdita secca di 5.000 macchine rispetto al 2015 (496.500, -1%). Come al solito i mercati hanno andamenti diversificati, alcuni in crescita, altri ancora in difficoltà.

Tra i mercati che fanno bene c’è la Cina che mette a segno un confortante +8% dopo i cali dell’ultimo periodo, ma soprattutto c’è l’India che spara un impressionante +31%, raggiungendo a livello assoluto il 6% del mercato a livello mondiale delle macchine per le costruzioni.

Molto importante poi (e sempre in positivo) il dato dell’Europa occidentale che fa registrare un +11%, mentre ancora molto negativi sono i numeri dell’Europa orientale (che però dovrebbero migliorare nei prossimi anni anche grazie all’arrivo della nuova tranche di fondi europei). In Europa occidentale fanno davvero bene la Francia con un roboante +42%, il Belgio e la Germania (su entrambe del 14%). E l’Italia? Per una volta è tra i primi della classe, con una crescita del 32 % nel numero di unità vendute (anche se la maggior parte sono macchine compatte, dato questo che influenza i volumi di fatturato complessivo).

E i mercati in difficoltà? Non stupisce trovare dietro la lavagna ancora il Sud America, influenzato da fattori strutturali importanti (prezzo delle materie prime), ma con un segno negativo meno marcato che in passato. Le brutte sorpresae (che trascina al ribasso i risultati mondiali) arrivano dagli USA che calano del 3% e dal Giappone (addirittura -24%).

E per il futuro? Prometeia stima una crescita mondiale del mercato nel biennio 2017-2018 attestata su un robustissimo 37%, soprattutto dalla spinta di mercati come l’India che stanno investendo moltissimo sull’infrastrutturazione del sistema paese, ma anche dalla Cina e (soprattutto sottolineiamo noi) dall’Europa, anche quella centrale, dove sono attesi, anche in questo caso importanti investimenti.

La nostra opinione? 37% in due anni è davvero una bella sfida, soprattutto viste le tante incertezze a livello politico internazionale (la Brexit è solo uno dei fattori). I mercati contemporanei sono molto meno prevedibili rispetto al passato, anche se un po’ di sano ottimismo aiuta sempre…



L’innovazione motore della crescita

Da sempre in goWEM! siamo convinti che la ricerca e l’innovazione siano i parametri chiave per migliorare la competitività di un’azienda; a maggior ragione questo assunto vale quando si parla di produttori italiani o che operano in Paesi con economie mature nei quali è impossibile fare redditività sfruttando il basso costo del lavoro.

Il Samoter Innovation Award, la cui premiazione della 22° Edizione ha avuto luogo durante il Samoter Day 2016, sposa appieno questa filosofia; organizzato da Veronafiere in collaborazione con Imamoter CNR, l’edizione collegata a Samoter 2017 ha visto premiata un’azienda italiana, la Fiori Group.

L’azienda di Finale Emilia ha vinto con la sua nuova betoniera DB X35 Big Bag, con caricamento automatizzato dei sacchi preconfezionati di cemento e inerti necessari a realizzare l’impasto. Si riducono in questo modo i tempi di lavoro, la dispersione di polveri nel cantiere e  lo spreco di materiali.

La giuria del premio, presieduta da Antonino Bonanno di Imamoter, ha voluto poi assegnare quattro menzioni speciali, scelte nel segno della sicurezza in cantiere. Premiati in questo caso, la Merlo per il sistema di Controllo di stabilità adattivo ASCS, la Cangini Benne per una nuova benna miscelatrice con due accorgimenti in grado di prevenire infortuni accidentali, la Blend per il treno di betonaggio su carrello ferroviario da 17 metri (per gli amici Luigi) consegnato tra l’altro alla London Underground e la Komatsu Italia Manufacturing per il nuovo display di controllo per escavatori gommati.



La sfida dei visitatori

Analisi di mercato, premio per l’innovazione, presenza di un folto gruppo di rappresentanti istituzionali, delle imprese e della stampa tecnica; tutto bene, quindi a Samoter 2017? Noi speriamo di si, che la giornata del 28 novembre sia stata un’utile indicazione di una nuova volontà di Veronafiere di mettersi in gioco, collaborando con il mondo produttivo per riportare Samoter tra le fiere che contano a livello europeo.

Per essere del tutto corretti, bisogna anche dire che la sfida che il nuovo staff degli organizzatori ha preso in carico è di quelle toste, per due ordini di motivi. Innanzitutto per molti anni a venire, il settore non rivivrà più i fasti del passato (vi ricordate le edizioni fino al 2007 vero?); il mercato è cambiato, ha meno risorse a disposizione e è più attento alla spesa. A livello mondiale poi le fiere si sono polarizzate fra pochissimi nomi, per rientrare tra i quali (sempre che sia ancora possibile) non basteranno solo investimenti, ma anche impegno costante e tantissime idee.

Secondo motivo: occorrerà, già a partire da questa edizione (e ci viene da dire soprattutto), lavorare tantissimo per riportare i visitatori qualificati (e sottolineiamo qualificati) in fiera. Sfida non semplice, dato che il settore vive ancora un periodo complicato (per essere gentili) e viene dall’esperienza deludente dell’ultima edizione. Molto gli organizzatori dovranno fare in questo senso per essere “visitator oriented” e per garantire, a chi dedicherà una giornata di lavoro a visitare Samoter, un’esperienza gratificante e proficua a livello professionale.

Una sfida dura e ardua che, però, siamo convinti che Samoter possa affrontare con successo; come si dice “chi vivrà vedrà” e l’unico modo di verificare il risultato di questa scommessa sarà di visitare Samoter dal 22 al 25 febbraio 2017!



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