Più difficile la sfida, più bella la vittoria


Doka Italia

Testo di Simon Corbal


Mentre i Russia è in corso la Coppa del Mondo, in Ungheria si lavora per gli Europei del 2020, che per la prima volta si svolgeranno con una formula itinerante in 12 città: Roma, Copenaghen, Bucarest, Amsterdam, Dublino, Bilbao, Glasgow, Baku, Monaco, Londra, San Pietroburgo e Budapest.

Nella capitale ungherese si sta quindi procedendo alla ricostruzione del Népstadion, il quiale dal 1953 al 2014 ha ospitato 192 partite della nazionale. La vecchia struttura non sarà completamente demolita ma, in un processo di continuità storica, diventerà parte integrante di quella nuova, dedicata alla leggenda del calcio ungherese e mondiale Ferenc Puskás.

Il nuovo stadio si svilupperà su 210.000 m2, con 11 livelli distribuiti in 51 m di altezza e potrà ospitare poco più di 67.000 spettatori. All’interno troveranno posto un museo, un hotel con 150 camere, un centro conferenze per 80 ospiti e 15 strutture sportive al coperto.

In questo grande progetto c’è la mano di Doka, con la cassaforma rampante MF240 – che consente di realizzare pareti con un'inclinazione fino a 15° su edifici di qualsiasi forma e altezza - e la cassaforma per piloni Top 5.0, che ha permesso ai tecnici di vincere il match forse più difficile: la realizzazione dei 38 piloni con geometria variabile alti 45 m, che sostengono la struttura in acciaio del tetto.

TAG: Doka | stadio Puskas | cassaforma rampante | cassaforma per piloni



leggi anche..