Sottoterra, sulle ali del Pegasus



Testo di Simon Corbal


La tratta ferroviaria Bolzano – Innsbruck (anno 1867), per ben oltre un secolo ha unito il centro Europa con il mondo Mediterraneo. Lo ha fatto con fatica, soprattutto per i limiti imposti dalla natura, che in alcuni punti impone pendenze del 26%, costringendo i convogli merci a velocità di 50 km/h, a non superare le 450 tonnellate di carico e a usare una seconda motrice, non solo per il traino ma anche per la frenatura in discesa. Un vero “collo di bottiglia” incompatibile con un moderno sistema di trasporti, soprattutto se si considera che il Brennero è la parte centrale del TEN1: l’asse ferroviario TransEuropeo che collega Berlino a Palermo.

Per superare l’impasse dal 2007 è in costruzione la Galleria di base del Brennero (BBT), un percorso sotterraneo alternativo al vecchio tracciato, che una volta ultimato costituirà il tunnel ferroviario più lungo al mondo: 63,5 km. L’opera ridurrà il percorso di 20 km e le pendenze fino al 4%, consentendo finalmente ai treni di viaggiare sino a 200 km/h. Da 80 minuti di viaggio si passerà e 25.

Nei 230 km tra gallerie e infrastrutture – dei quali ne sono stati completati una trentina – vi lavorano le macchine di Dieci, in particolare telescopici rotativi Pegasus, utilizzati per installare le condotte per l’energia, l’illuminazione, la ventilazione forzata e le comunicazioni. Ma non solo. Il sollevatore, infatti, ‘partecipa’ anche a un’operazione ben più ardita e delicata: il caricamento dei ‘fornelli di mina’, necessari allo scavo con esplosione controllata. Il Pegasus con il suo cestello permette agli operatori di collegare ogni fornello alle centinaia di metri di cavo elettrico che trasmetterà il segnale di accensione ad ogni candelotto. Poi, spazio alle ruspe.

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