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Liebherr Emtec Italia

Testo di Redazione


Il primo novembre 1986, poco dopo la mezzanotte, le sirene svegliarono gli abitanti: Il deposito 965 della Sandoz, nell’area industriale di Schweizerhalle, stava bruciando. 1300 tonnellate di prodotti agrochimici in fumo. Il più grave incidente chimico della storia svizzera, le cui conseguenze sulle persone e l’ambiente è facile immaginare.

A oltre 30 anni dal tremendo incendio, l’area è oggetto di un imponente intervento di smantellamento, ad opera dell’impresa di costruzioni Aregger AG, che da giugno utilizza il più grande escavatore da demolizione d’Europa: l’A-Rex M9300 di Liebherr.  Non lo trovate “a catalogo”. Nasce dalla collaborazione tra gli ingegneri dell’azienda di Buttisholz (Lucerna) e Liebherr Machines Bulle S.A, che hanno dato vita a un modello con capacità di carico di 300 ton, personalizzato per la bisogna utilizzando il carro superiore e inferiore degli escavatori minerari R9150 e un R9200, e predisponendo anche un’estensione idraulica dei cingoli.

Le stesse funzioni idrauliche sono state adattate all’idraulica originale. Ad esempio, una pompa supplementare è stata configurata con quella di rotazione DPVG280 di Liebherr e la pompa a tripla corona per le funzioni ausiliare, per consentire la rotazione delle cesoie e l’estensione telescopica del braccio. Liebherr ha così progettato un pompa idraulica DPVO165, integrabile alla trasmissione esistente. Risultato: prestazioni eccezionalmente aumentate. D’altronde la concezione dell’A-Rex M9300, che è spinto da un motore diesel D9512 a 12 cilindri da 565 kW e ha un’altezza di lavoro di 70 m, ha richiesto tre anni di stretto lavoro tra i team di Aregger AG e Liebherr Machines Bulle S.A.

TAG: Liebherr | Aregger AG | A-Rex M9300 | demolizione riciclaggio



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