San Carlo Borromeo e il ragno



Testo di Redazione


Segretario di Stato, vescovo, cardinale, Arcivescovo di Milano e nel 1610 dichiarato Santo da Papa Paolo V. La grandezza di San Carlo Borromeo trova giusto tributo nella statua che i concittadini di Arona (Novara) fecero erigere in suo onore nel 1698. Un’opera composta di una lega di rame e ferro – chiamata affettuosamente Sancarlone - alta poco meno di 35 m e che per due secoli è stata la più alta al mondo.

Un primato che le fu tolto dalla Statua della Libertà, il cui progettista, Frédéric-Auguste Bartholdi, proprio al Colosso di Arona si ispirò, soggiornando nella città piemontese. Se passate a New York, ne trovate conferma in una targa apposta sulla Liberty Island.


Esposto da 319 anni a tutte intemperie, il Sancarlone gode di ottima salute; tanto da suscitare l’interesse del Politecnico di Milano, che ha inviato sul posto un team di studenti, guidato dalla dottoressa Goidanich, per studiarne le caratteristiche in vista di un prossimo restauro. Al centro dell’analisi sono i metalli che compongono la statua.

Posto che è possibile salire al suo interno e godere del magnifico panorama del Lago Maggiore, gli esperti si sono avvalsi di un ragno Palazzani XTJ 32/C per raggiungere la sommità e ogni lato del Colosso di Arona. Senza il mezzo fornito dall’azienda di noleggio Ovieni & C. di Busto Arsizio (VA), l’operazione sarebbe stata estremamente complessa, in quanto la statua si trova in cima a una collina e all’interno di un parco. Compattezza, mobilità e peso del ragno, hanno consentito ciò che non sarebbe stato possibile con un’autocarrata, il cui utilizzo avrebbe danneggiato il prato.

 

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