Atlas salva TIM dal fallimento



Testo di Redazione


No, non siamo impazziti e non preoccupatevi, Atlas, produttore tedesco di escavatori, pale gommate e gru, non ha comprato il nostro principale operatore nazionale di telefonia mobile. L'azienda TIM a cui facciamo riferimento è un produttore francese di cabine per macchine da cantiere e sollevatori telescopici che era in amministrazione controllata, a un passo dal fallimento.

Atlas ha presentato l'unica offerta per rilevarla e, quindi, dal 26 luglio 2017, è di fatto la nuova proprietaria dell'azienda di Quaëdypre (vicino a Dunkerque); si salvano (per ora) quindi i 470 dipendenti, anche se, quasi per certo, 126 sono gli esuberi già definiti per consentire alla TIM di cercare di ritornare celermente alla redditività.

Una redditività che ha contraddistinto per lungo tempo la storia aziendale, dato che nel 2012 era arrivata a fatturare 176 milioni di euro (con 50.000 cabine prodotte), con clienti del calibro di Caterpillar, Hitachi, Manitou e JCB. Proprio una contestazione sulla qualità delle forniture da parte di Caterpillar è fra le cause principali della diminuzione drastica del fatturato, arrivato a 123 milioni nel 2015 (con perdite di 41 milioni).

L'offerta di Fil Filipov, proprietario di Atlas consentirà a TIM di restare sul mercato anche grazie a una serie di prestiti ponte del Governo francese (2 milioni di euro) e della regione Hauts-de-France che garantirà 3,5 milioni di euro. Anche Caterpillar ha affermato di voler fare la sua parte per sostenere il progetto di rilancio, garantendo commesse per 4,7 milioni di euro.

TAG: Atlas | TIM Quaëdypre | produzione cabine | sollevatori telescopici



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