Clamoroso: Buso ha venduto Cofiloc!



Testo di Redazione


La notizia è di quelle davvero toste; Cofiloc e Euronol, le società di noleggio controllate dalla famiglia Buso, sono passate di mano e ora sono di proprietà francese (anche se i fondatori, a quanto pare, resteranno in azienda, mantenendo posti nel consiglio di amministrazione). I ben informati sapevano da qualche tempo della trattativa (tenuta per altro segretissima), così come della volontà della proprietà italiana di Cofiloc di vendere l’attività (per altro, a vedere i bilanci, sanissima).

Ora i sussurri diventano certezze: Cofiloc e Euronol sono state vendute al colosso francese del noleggio Kiloutou che in questo modo entra in Italia, infrangendo un tabù fino ad ora violato solo da Boels (con alterne fortune).


Kiloutou fa sul serio e acquista una delle migliori realtà sul mercato italiano, realtà che opera a tutto tondo nel noleggio di macchine, da quelle da cantiere fino a quelle per il sollevamento. Cofiloc e Euronol, infatti, lavorano in quasi tutte le aree più ricche del nostro Paese (Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna) e sono ben introdotte nei comparti industriali che contano (non solo edilizia, ma anche industria, logistica e grande distribuzione). In un colpo solo Kiloutou si ritrova a essere presente sul territorio con 10 filiali, 90 dipendenti e un parco macchine (tra l’altro con un’età media molto buona) di poco meno di 4.000 unità.


Non si sanno ancora i dettagli finanziari all’operazione (in soldoni quanto ha sborsato Kiloutou per l’acquisto), ma la dirigenza di Kiloutou ha di che essere soddisfatta, come ci conferma anche Xavier du Boys: “Questa acquisizione consente a Kiloutou di seguire il proprio piano di sviluppo internazionale, posizionandosi in un mercato con forte potenziale. Il posizionamento di Cofiloc e Euronol nel nord dell’Italia e la loro eccellente reputazione rendono queste società una base particolarmente adatta per costruire una piattaforma di noleggio che diventi leader, in un mercato attualmente frammentato come quello italiano”.


L’entrata di Kiloutou, per noi, non può che dare una sferzata di qualità in un mercato del noleggio che fino ad oggi (se si escludono una manciata di aziende) non aveva ancora saputo sganciarsi da logiche familistiche e da una dimensione aziendale di ambito territoriale molto ristretto, addirittura provinciale o infraprovinciale in molti casi.

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