Anas: 1,04 miliardi per la manutenzione strade



Testo di Redazione


E poi si capisce perchè cadono i ponti; abbiamo un patrimonio in opere d'arte sulle infrastrutture costruito per la maggior parte dal 1960 al 1970 e che quindi si avvia allegramente a raggiungere i 60 anni di età (tra l'altro molte strutture non sono fatte esattamente "a opera d'arte) e attualmente gli stanziamenti annuali per la manutenzione sono il 50% del fabbisogno previsto dalla stessa Anas.

Il gestore delle strade, che sta ora confluendo nelle Ferrovie dello Stato (e questa potrebbe essere una buona notizia) ha individuato in 2,5 miliardi all'anno il fabbisogno per una corretta manutenzione dei 26.436 km di strade che ha in gestione; peccato che per il piano della stessa Anas 2016-2020 ne preveda solo 1,04 all'anno.

Non fraintendeteci però rispetto a qualche anno fa (merito di Lupi prima e poi di Del Rio) gli stanziamenti per la manutenzione sono quintuplicati, passando da 180 milioni del 2013 a 450 nel 2016, 600 nel 2017 e arrivando entro il 2019 ai famigerati 1,04 miliardi. Ma non basta; dal 1960 il traffico pesante è aumentato a dismisura sia per quel che riguarda la dimensione e il peso del singolo veicolo sia dal punto di vista dell'entità del traffico merci complessivo. Semplicemente i ponti e le altre opere d'arte non sono stati progettati per sopportare questo flusso di traffico e quindi invecchiano prima.

Soluzioni? Aumentare ancora gli investimenti in manutenzione e pensare a un corretto piano complessivo dei trasporti merci in Italia che privilegi il rapporto ferro-gomma (e qui la buona notizia della fusione Anas FS). Tutto semplice? Per niente, visti i bizantinismi della nostra burocrazia, vero limite attuale del nostro Paese.

TAG: Anas | manutenzione strade | investimenti | infrastrutture



leggi anche..