Il Governo semplifica gli appalti



Testo di Redazione


Arriva un primo, interessante, correttivo alla riforma degli appalti; l'azione del Governo si è resa necessaria per correggere una serie di rigidità che il provvedimento aveva causato al sistema, forse poco pronto a ricevere (per vari motivi, più o meno leciti) una trasformazione così pesante come quella impostata (e ormai irrimandabile) dal Governo Renzi.

Tra le altre novità particolare interesse la spinta a semplificare i "piccoli" bandi di gara, quelli sotto i due milioni di euro; per questi il legislatore ritorna alla procedura con massimo ribasso (che prima era rimasta solo per quelli sotto il milione), corretta dal sistema antiturbativa (in pratica l'esclusione automatica delle offerte troppo sopra o troppo sotto una mediana sorteggiata al momento dell'aggiudicazione).

Alcune modifiche sono interessanti per le Piccole e medie imprese (la stragrande maggioranza del tessuto costruttivo italiano): restano i criteri calcolati su 10 anni (non su 5) per accedere, viene previsto uno sconto del 50% (sempre per le PMI) sulle Garanzie da prestare e, infine, salta (ed è un peccato) lariserva del 50% nei posti nelle gare negoziate sotto il milione di euro (qui il numero minimo di imprese da invitare sale dall'attuale 5 a 15 unità).

Per i concessionari autostradali resta l'obbligo di mandare in gara aperta almeno l'80% dei lavori, mentre arriva il divieto di affidare opere sotto i 150 milioni di euro ai General Contractor (altra boccata di ossigeno, in questo caso per le medie imprese).

TAG: riforma appalti | decreto correttivo 13 aprile 2017 | cantieri | bandi appalti



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